Le telefonate ed email indesiderate che riceviamo, e il digital advertising che subiamo, sono facilmente gestibili.

Dopo aver attuato dei piccoli accorgimenti per gestire la mia privacy non ricevo più telefonate di telemarketing, nella mia inbox arrivano solo email che mi interessano, e non vedo da secoli advertising mentre navigo su internet.

Nessuna ricetta miracolosa, per carità, solo buon senso. Ma andiamo con ordine.

Telefonate ed Email

Hai mai verificato i consensi privacy che hai rilasciato al tuo fornitore di energia elettrica, gas, al tuo operatore telefonico, alla tua banca, al gestore della carta di credito, all’assicurazione, Pay TV, etc?

Potresti trovare tante sorprese!

Solo a titolo di esempio il Servizio Elettrico Nazionale (fornitura di energia elettrica in regime di maggior tutela, in parole povere ENEL) nella tua area personale ti consente di esprimere o meno il consenso con 6 opzioni.

Le tre righe sono relative a Telefono, Email e Indirizzo di casa. Naturalmente il più insidioso è il consenso a società extra gruppo, …

E cosa dire della gestione della privacy con gli operatori telefonici?

Nel caso di Wind dovresti aver rilasciato almeno 6 consensi diversi, comunicazione dati a terzi, geolocalizzazione, arricchimento dati, profilazione etc etc . Per avere un assaggio dei consensi della App Veon vedi qui

Nel caso di Vodafone la musica è la stessa, peraltro ho notato la simpatica clausola:

“In assenza di espressa revoca, utilizziamo il tuo consenso anche dopo la cessazione del servizio/del rapporto contrattuale. … “.

Per saperne qualcosa in più vedi qui

Nel caso di TIM, Fastweb e altri il discorso è simile.

Ora se consideri anche Banca, Carta di credito, Pay TV, etc … è chiara la portata del “fenomeno”.

La soluzione è quella di chiamare i vari contact center di assistenza clienti e chiedere, una volta per tutte, l’aggiornamento di tutti i tuoi consensi.

Chiedi all’operatore che ti elenchi uno per uno i consensi, e revoca tutti quelli che desideri. Puoi anche revocarli tutti tranne quelli strettamente necessari per adempiere al contratto in essere. Ricorda di prendere nota di giorno, ora, e codice chiamata/operatore.

Aspetta 30 giorni e se ti contattano nuovamente manda una email al DPO dell’azienda in questione. Il suo recapito è pubblico.

Internet

Su internet (sia Desktop che Mobile) ho in primo luogo gestito le opzioni privacy di Google. In questo modo ho ridotto a zero il retargeting, gestito gli annunci personalizzati, e molto altro.

>PC: Su Chrome ho gestito le varie opzioni a questo link, qui ricorda di attivare l’opzione “Invia una richiesta “Non tenere traccia” con il tuo traffico di navigazione”. Come browser predefinito uso Chrome, anche per utilizzare al meglio GMail etc …, ma ho impostato come motore di ricerca predefinito QWant, puoi anche usarne un altro tra quelli molto attenti alla privacy. Uso Google solo per ricerche specifiche.

Il tema è caldo non a caso anche Firefox impedirà in automatico il tracciamento degli utenti.

>Mobile (Android): Utilizzavo come browser predefinito CMBrowser e avevo impostato l’AdBlock incluso nel browser. Contentissimo sino al giorno in cui ho scoperto Brave, velocissimo e ottimo per bloccare l’advertising. In pochi casi uso ancora CMBrowser o Chrome ad esempio per acquisti su siti mobile. Come motore di ricerca predefinito utilizzo DuckDuckGo Privacy Browser .

>Mobile (iPhone): ho dedicato qualche minuto a configurare le opzioni di Privacy, localizzazione, consensi, etc … Dal giorno in cui, mentre guidavo, l’iPhone si è attivato da solo per dirmi qualcosa del tipo “Gian Carlo qui a destra abita il tuo amico Marco dal quale sei stato due giorni fa” sono un pelino più sensibile ai consensi rilasciati alla mela morsicata.

Altro lavoretto da fare è quello di gestire i consensi alla pubblicità comportamentale, E’ vero che in questo modo non eviti la pubblicità ma eviti “solamente” la pubblicità basata sui tuoi interessi. Ma se fossi nei panni di chi spende dei soldini per mandarti pubblicità, preferiresti spenderli per mandare pubblicità mirata o generica a caso? Quindi in questo modo stai diventando automaticamente un target meno interessante e quindi meno appetibile, ed è esattamente ciò che volevi giusto?

Per la navigazione da PC puoi fare tutto su Chrome da questa pagina che è quella ufficiale. Qui scoprirai anche quante entità sono autorizzate a mandarti advertising mentre navighi, in questo momento per me sono 116, ma tra pochi secondi saranno zero :). Periodicamente “disattiva tutte le società”, c’è una opzione apposita.

Ma ecco il trucco dei trucchi per gestire l‘advertising sul telefono, devi cambiare il tuo Advertising ID. Ogni telefono con Android o iOS possiede un advertising id che consente a chi gestisce la pubblicità di individuarti e seguirti, ebbene ti suggerisco di fare due cose, la prima è disattivare il consenso alla pubblicità comportamentale, ed il secondo è quello di cambiare il tuo ID in questo modo diventerai una persona nuova, mai esistita prima, e la persona che eri prima sparisce, perchè è sparito il tuo advertising ID, insomma è come se avessi appena comprato un nuovo telefono ed avessi creato un nuovo account.

Da Android vai sulle impostazioni, poi Google, poi scegli Ads e arrivi alla schermata dove puoi resettare l’ID generandone uno nuovo e negare il consenso alla pubblicità comportamentale. Per iOS il percorso è simile parti dalle impostazioni, poi privacy, poi advertising e selezioni limita tracciamendo ad.

La strategia è quindi agire sia a monte su chi vuole raccoglie i tuoi dati di navigazione che a valle con un AdBlock.

E infine altre due accortezze che puoi attuare subito per:

  • azzerare le chiamate di telemarketing ho installato questa simpatica App, ShouldIAnswer. E’ molto leggera e ti segnala se il numero che ti sta chiamando è affidabile o meno, puoi anche impostare il rifiuto automatico di chiamate provenienti da numero “sospetti” (ad esempio i contact centre di outbound).
  • ridurre le email indesiderate mi sono disiscritto da tutte le Newsletter che ricevevo ma non leggevo. Al bisogno è sufficiente reiscriversi.

Naturalmente questa è solo la mia esperienza, pertanto ogni considerazione è benvenuta.

A presto
Gian Carlo Mocci
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Una risposta a "I primi a violare la nostra privacy siamo noi."

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