Tutti coloro che sono imprenditori lavorano con start-up, il viceversa non è sempre vero.

Un imprenditore si trova spesso a doversi comportare come una persona che deve lavorare con una start-up. Nuovi mercati, nuovi prodotti, nuove tecnologie, nuove persone, nuove decisioni da prendere.

Avviare una startup avendo unicamente in mente un’exit milionaria è cosa diversa dal gestire un’azienda nel tempo e farla crescere in maniera profittevole.

E qui ho aggiunto la parolina magica, profittevole. Sappiamo tutti come Amazon sia considerata un’azienda retail di successo nonostante ancora oggi l’attività retail non faccia utili. Gli utili arrivano da altri fronti dell’ecosistema Amazon, ma non tutti hanno a disposizione un ecosistema come il suo.

In Italia il tema della crescita divampa sui giornali ad ogni nuova cessione di un “gioiello di famiglia”. Ultimi di questi giorni Versace, Candy, Moto Morini, iGuzzini illuminazione, Magneti Marelli.

E’ evidente che, motivi personali a parte, se un’azienda viene ceduta c’è qualcosa che sarebbe potuta andare meglio. In particolare per quanto concerne crescita e profitti.

Abbiamo venduto così possiamo crescere.

Questa è infatti una delle frasi che spesso vengono attribuite al management delle aziende cedute. Attribuita dalla stampa anche a Donatella Versace.

In Italia, quindi, sembra ci sia difficoltá a scalare per le startup. Ma anche a continuare per chi startup non lo é piú da un pezzo.

Certo fa riflettere come, una volta che i brand vengono ceduti, comincino a portare profitti, tanti, ai nuovi proprietari.

A presto
giancarlomocci.com