Quanto è etico sfruttare le neuroscienze per vendere di più?

Questo è il tema sollevato da un articolo, pubblicato sul sito dell’American Marketing Association, che mi ha indotto a fare alcune considerazioni che condivido con te.

I giochi studiati per creare massima dipendenza, le accuse a Facebook di aver chiesto ai suoi designer di generare maggiore “addiction”, i siti, le app, le pubblicità in TV, tutto è studiato nei minimi dettagli per indurci all’acquisto e al consumo (e talvolta al consumo incontrollato e incontrollabile).

Grazie ai progressi della medicina, della tecnologia, e degli studi sul comportamento, oggi le aziende hanno a disposizione tanti strumenti per influenzare il comportamento delle persone.

Del resto, appurato che trascorrere molto tempo con i giochi online e con i social media è dannoso, le aziende più note hanno introdotto dei “contatori” che indicano quanto tempo trascorri sulle loro piattaforme e sui loro device.

Questo comportamento mi ricorda le scritte “il gioco crea dipendenza” vicino alle slot dei giochi. Io ti ho avvisato, poi fai tu.

E magari non è un caso che sia impossibile cancellare l’app di Facebook da alcuni telefoni Samsung, Galaxy S8 in primis.

Il 46% degli utilizzatori di internet negli Stati Uniti dichiara di aver ridotto il tempo speso sui social nel 2018.

Forse non è stato così per tutti quelli che hanno risposto all’indagine di Econsultancy, ma già il fatto che lo abbiano dichiarato è una buona cosa.

In quest’ottica assume una nuova luce anche l’articolo che ho letto su Forbes: Il nuovo lusso degli americani più ricchi? Disconnettere i figli.

Avere tempo libero e rimanere offline è un lusso, come mangiare poco ma buono. Per similitudine, quindi, trascorrere molto tempo online equivarrebbe al mangiare junk food.

Facebook è come le sigarette.

Questa frase è di Marc Benioff, il fondatore e CEO di Salesforce. Ma sulla carenza di etica delle aziende Benioff ha detto e fatto molto di più, arrivando ad istituire in Salesforce la figura del chief ethical and humane use officer .

A onore del vero anche Salesforce sta fronteggiando malumori tra i dipendenti per le sua attività a supporto di alcuni enti governativi, in particolare il Customs and Border Protection (CBP) che ha un ruolo anche nelle politiche (anti) immigrazione.

Il tema dell’etica non è solo del marketing, ma anche dei beni e servizi che vengono offerti.

Del resto le aziende si spingono ben oltre il marketing nella loro opera di convincimento ad un nuovo acquisto, e ogni riferimento all’obsolescenza programmata è del tutto casuale.

Piuttosto che chiederci se sia giusto convincere qualcuno all’utilizzo di un bene o servizio, chiediamoci se gli stiamo proponendo quel bene o servizio nel suo interesse.

A presto
Gian Carlo Mocci

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