Perché il Made in Italy ha così tanto fascino?

Questo è il titolo di un articolo che ho letto sul sito della BBC, e che mi ha fatto riflettere sui temi del lusso, della manifattura, e dell’esperienza.

L’articolo spiega perché una borsa di lusso rappresenta il vero simbolo di stile, e poi esamina l’ecosistema del Made in Italy. Ma è quando ho visto in edicola lo speciale di un quotidiano, dedicato gli accessori moda, che ho deciso di scrivere questo post.

Se è vero che la borsa-contenitore esiste da quando esiste l’uomo (anche la mummia Ötzi ne portava una con sé) è altrettanto vero che una borsa di lusso offre un’esperienza unica a chi la utilizza, ma anche a chi la vede, la guarda, l’ammira, la invidia, la desidera.

Ciò che rende davvero speciale una borsa non è la sua marca, è la sua storia. La storia di chi l’ha pensata, cucita, utilizzata. La storia di chi la utilizzerà. Ecco, il vero lusso non è quello di potersi permettere una borsa, ma di potersi permettere di fare parte della sua storia.

Il Made in Italy ha una capacità unica ed inimitabile di raccontare storie, e se le grandi multinazionali del lusso stanno investendo nella pelletteria italiana non è solo per le maestranze, ma anche per la storia che l’Italia può raccontare al mondo. La storia della quale i loro clienti vogliono fare parte.

Ma a pensarci bene, forse, questo è vero per tutti i settori del Made in Italy, ovunque vi sia una componente umana, rappresentata ad esempio dai disegnatori, dalle maestranze, dalla storia del marchio, dall’imprenditoria.

Le persone fanno la storia, e la storia fa le persone.

Che si tratti di una famosa fabbrica di automobili che tutti immaginano rosse, o di una manifattura tessile meno famosa, il lusso è nella storia che i prodotti riescono a raccontare, e nel come noi clienti riusciamo a trovare un ruolo in quella storia.

Del resto, come ho già scritto nella recensione del libro “Sell with style”, il lusso è quel qualcosa che incarna il meglio che la vita può offrire; ognuno, perciò, ne avrà una diversa rappresentazione.

Le iniziali del mio nome, ricamate su una sciarpa da una sarta con 20 anni di esperienza che io ho visto in una foto, in un video, o di persona, rappresentano molto più di un elemento di personalizzazione. Quelle iniziali raccontano una storia personale ed unica, che io posso rivivere ogni volta che indosso la sciarpa, e se tutti possono avere una sciarpa come la mia nessuno potrà mai avere la mia storia. Nessun potrà mai avere la mia esperienza.

Anche l’auto che tutti immaginano rossa, che ho ordinato e poi atteso a lungo, della quale ho visto alcune fasi di produzione, e magari anche gli operai che l’hanno costruita, racconta una storia, la mia storia.

La componente artigianale è condizione necessaria per riuscire a raccontare una storia unica ed esclusiva.

In un ecosistema dove il marchio è parte del tutto, l’artigianalità rappresenta il resto.

E, se ne hai piacere, puoi anche leggere l’articolo intitolato Why ‘Made in Italy’ has such appeal pubblicato sul sito della BBC

A presto
Gian Carlo Mocci
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