Oggi anche gli esperti hanno difficoltà a definire il lusso.

Da quando alcune top model hanno cominciato ad apparire in pubblico tenendo in mano un libro in molti hanno pensato che il libro fosse diventato l’accessorio cool del momento.

Del resto puoi portare con te decine di libri in formato digitale, ma non sono direttamente fruibili perché per leggerli hai bisogno di un lettore, il lettore per il libro cartaceo lo abbiamo invece sempre a disposizione, senza ingombro e senza costi, sono i nostri occhi. In più del libro cartaceo possiamo fare esperienza, come si fa esperienza di un prodotto.

E forse non è un caso se GUCCI ha aperto una libreria in uno dei suoi negozi a New York, e IKEA in uno store a Londra.

In quest’ottica, il libro cartaceo, disponibile a tutti ma del quale non tutti sentono davvero il bisogno, sarebbe l’ultima frontiera del lusso. Il lusso come elemento per distinguersi.

Gli oggetti fisici vengono spesso utilizzati per distinguerci, gli ipod tenuti nelle orecchie, la bottiglietta d’acqua di una certa marca ben visibile in mano o in borsa, la borraccia sulle passerelle dei grandi brand o nella tasca esterna dello zaino, le scarpe da donna Louboutin con le suole rosse, la sacca del New Yorker, la Birkin di Hermes.

Gli oggetti fisici possiedono caratteristiche uniche non replicabili in contesti digitali perché si possono vedere, toccare, annusare, trasportare, possedere, condividere, regalare, occupano uno spazio e possiedono una massa.

In passato il lusso è stato quasi sempre associato a oggetti fisici ma Business of Fashion ha recentemente dichiarato che la libertà sarà il nuovo lusso. Libertà intesa come disponibilità di tempo per dedicarsi a se stessi e frequentare luoghi e persone di nostra scelta, libertà di trascorrere meno tempo online.

Una volta era distintivo avere un cercapersone per essere sempre raggiungibili, ma oggi grazie ai telefonini lo siamo tutti. Se prima era motivo di vanto essere sempre a disposizione di chi ci cercava oggi cerchiamo di fare filtro, e a questo proposito ricordo una frase attribuita a Giorgio Armani, “il vero lusso è non esserci per nessuno”.
Il lusso possiede una componente personale, che come le esperienze muta al variare del tempo e del contesto di riferimento, e naturalmente le librerie di Gucci ed IKEA non hanno lo scopo di vendere libri ma esperienze.

Ebbene i negozi fisici possono fare la differenza sugli e-commerce anche su questi temi, infatti i migliori negozi fisici sono luoghi piacevoli da frequentare, che ci regalano emozioni, ci insegnano qualcosa, favoriscono le relazioni, ci fanno divertire, e nei quali ci tratteniamo volentieri.

Il negozio perfetto è quello dal quale non vorresti mai uscire.

Invece un e-commerce è sempre meno identificabile come un luogo quanto piuttosto come un non-luogo, questo perché oggi gli e-commerce sono commodity che fanno parte delle nostre abitudini. I migliori e-commerce sono quelli dove troviamo subito quello che cerchiamo e possiamo comprare velocemente ciò che scegliamo, questo spiega perché spesso nelle recensioni di un e-commerce non si recensiscono i prodotti ma si recensisce il servizio di consegna, che dell’e-commerce costituisce la parte fisica.

Del resto negli Stati Uniti le scuole private zero-digital stanno avendo grande successo perché le persone ricche vogliono che i loro figli studino sui libri di carta, giochino con i cubi in legno, si sporchino le mani con i colori, ed abbiano un’insegnante in carne ed ossa.

Il contatto con il mondo fisico e la disponibilità di tempo sono sempre di più un lusso.

E adesso ti dico perché ho scelto questa foto per l’articolo. Se entrando in un luogo vedo tante persone che stanno utilizzando uno smartphone desterà maggiormente la mia attenzione quella che sta leggendo un libro.

A presto
Gian Carlo Mocci
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