L’intelligenza artificiale è veloce, lavora sempre e non dorme mai. Ma non ragiona come noi e non sa quando sbaglia, ecco perché quello che non conosce lo inventa.

E’ difficile confrontarsi con una realtà che lavora sempre e non dorme mai, legge migliaia di pagine e scrive alla velocità della luce, risolve calcoli complessi in un istante, ed ha anche un certo estro artistico nel creare immagini e video.

ChatGPT, come tutti i suoi “parenti”, legge, mette insieme informazioni, e poi le ripete; ecco perché è imbattibile a giocare a dama, perché conosce tante mosse. Ovviamente questa è una semplificazione del modo di operare, ma rende l’idea del perché sia molto efficiente non solo nel giocare a dama.

Nelle nuove versioni di queste tecnologie gli si sta instillando la capacità di avere qualche dubbio (ad esempio sulla base di livelli di probabilità) è sono già abbastanza capaci di disambiguare, per capire che il rimbalzo in borsa non è lo stesso della pallacanestro. Tutto ciò che si può imparare leggendo lo imparano, ed in fretta, che si tratti di interpretare correttamente una radiografia o di vincere una partita di scacchi. Benvenuti nell’AI Economy.

Ecco perché chi produce contenuti deve preoccuparsi del futuro, perché una soluzione AI sarà ogni giorno più brava a raccogliere informazioni e metterle insieme, per poi esporle in un articolo, ricerca, libro, messaggio pubblicitario. Ma anche nel campo delle traduzioni, ad esempio, si vedono cose impensabili prima. Se eravamo abituati alla traduzione istantanea dell’audio in un video con una persona che parla, adesso si producono altri video con la medesima persona che parla in lingue diverse con il labiale sincronizzato.

Qualcuno dice che si tratta di un passaggio al quale dobbiamo abituarci, come è stato per l’avvento delle calcolatrici che hanno soppiantato regoli e tavole logaritmiche. Ma la calcolatrice non sbaglia mai, l’AI invece non sa quando sbaglia, ecco perché quello che non conosce lo inventa.

Ed è a questo punto che per gli umani si aprono degli spazi interessanti: nella creazione di contenuti nei quali si esprima un’opinione o un personale punto di vista. Se l’AI riesce bene nel creare contenuti ha più difficoltà nel creare “opinioni”, perché non ha una sua opinione, e non ha senso critico.

Semplificando possiamo dire che l’AI ha difficoltà a generare contenuti con i quali si può essere in disaccordo sulla base delle proprie opinioni, contenuti sui quali ciascuno possa avere il proprio punto di vista. Ha difficoltà nell’adeguarsi ai vari contesti ed interlocutori, ad empatizzare nel caso di situazioni specifiche, e ad affrontare situazioni delle quali non conosce abbastanza, e quindi ha molta difficoltà a gestire le “prime volte”.

Ecco perché, se siete dei creativi, ed anche per esprimere la vostra opinione dovrete esserlo in qualche modo, sarete sempre indispensabili, ma dovrete imparare a lavorare con l’AI.

Per un essere umano è impossibile nuotare più veloce di un pesce, ma quando si tratta di salire su una scala il discorso cambia.

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A presto
Gian Carlo Mocci